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Terapia famigliare

 

A chi si rivolge

Come avviene nella coppia, anche nella famiglia, il problema o i sintomi di uno dei membri coinvolgono anche gli altri, influenzano le relazioni familiari e ne sono influenzati, fino a rendere problematico o sintomatico, a volte, il funzionamento dell’intera famiglia, che può rimanere “bloccata” nel suo proprio processo di evoluzione. La terapia familiare è consigliata in famiglie in cui si presentano, ad esempio, conflitti tra genitori e figli, problemi scolastici, difficoltà di relazione, disturbi d’ansia e depressivi, disturbi del comportamento alimentare, dipendenze, lutti, malattie, separazioni.

In cosa consiste e cosa fa il terapeuta

L’obiettivo della terapia, che coinvolgerà tutti i membri della famiglia nucleare e , quando necessario, anche altre figure rilevanti, ha come obiettivo di individuare un significato funzionale nel problema portato, di rivedere come si è sviluppato, di analizzare i significati dei comportamenti di ognuno, valorizzando risorse e potenzialità: il terapeuta aiuterà  la famiglia a crearsi così un nuovo punto di vista nel descrivere i membri, i loro ruoli, la storia e le relazioni, aprendosi a nuove prospettive  che favoriranno l’evoluzione e la crescita, un maggior benessere e ad una sensazione di rinnovato equilibrio.

La terapia familiare ha cadenza mensile e viene co-condotta da due terapeuti, per garantire neutralità, attenzione a tutti i membri e maggior ricchezza di punti di vista.

Consulenza psicologica

In cosa consiste

Si parla di consulenza quando l’obiettivo è quello di risolvere in modo mirato difficoltà individuali o relazionali  circoscritte ad una specifica situazione di vita , percepita come critica,  inaspettata, fonte di confusione o di indecisione , come per esempio un cambiamento a livello lavorativo, difficoltà nei rapporti con i colleghi, un trasferimento, una separazione, un lutto, la nascita di un figlio.

Cosa fa lo psicologo

Il lavoro dello psicologo sarà quindi quello di aiutare la persona a definire chiaramente il problema e la sua portata, sempre in relazione al contesto in cui si presenta, ad esplorare le risorse individuali e/o relazionali e ad individuare autonomamente le soluzioni più adatte a sè per affrontare e gestire quella determinata situazione.

La durata del percorso sarà quindi più circoscritta rispetto a quella di una terapia e la conclusione coincide con il raggiungimento del cliente di un quadro chiaro della situazione, non più percepita come problematica o al di fuori del proprio controllo.

Terapia di coppia

 

A chi si rivolge

La terapia di coppia è indicata in vari casi di malessere nel rapporto: possono essere a livello della relazione (difficoltà di comunicazione, sentimenti negativi nei confronti dell’altro, disinteresse, problemi nella sessualità) o derivare da disagio o sintomi di uno solo dei partners (oltre ai precedenti, ansia, depressione, stress, problemi con la famiglia di origine). In quest’ultimo caso naturalmente il problema coinvolgerà comunque entrambe i membri della coppia e pertanto, in accordo con l’approccio sistemico, la situazione viene trattata non solo come un problema che coinvolge entrambi, ma che entrambi partecipano a costruire e mantenere: la relazione è costruita da sentimenti, vissuti , narrazioni e comportamenti che sono sia causa che reazione dei vissuti , delle narrazioni e dei comportamenti dell’altro, in un processo che viene definito “circolare” e  in cui quindi non è possibile nè utile attribuire semplicisticamente una “colpa” .

In cosa consiste e cosa fa il terapeuta

Le problematiche insorte nella coppia sono quasi sempre segnali che i bisogni, le aspettative, i desideri di uno o di entrambi i partners non sono sufficientemente soddisfatti, che non vengono rispettate delle “regole implicite” della coppia, che uno dei due sta cambiando e l’altro resiste e/o reagisce a tale cambiamento.  Una parte del lavoro consisterà nel rivisitare  e ri-raccontare la storia della coppia, comprendere che cosa ha legato l’uno all’altro,  per capire poi come si è arrivati alla situazione di difficoltà attuale, analizzando i contributi e le responsabilità di ciascuno, cercando di dare un nuovo significato all’evento che ha originato la crisi, così da aiutare i membri della coppia a vedere l’altro e la coppia stessa in un modo diverso, a creare nuovi equilibri ed aprirsi verso un futuro che sia il migliore possibile per quella particolare coppia, in quella specifica fase della vita.

La terapia di coppia ha solitamente cadenza quindicinale, ma frequenza e durata vengono comunque concordate con i clienti in base alla gravità della situazione e alle loro esigenze. Può essere condotta in co-terapia da due terapeuti per favorire la necessaria neutralità, aumentare i punti di vista e gli spunti di analisi e di ipotesi.

Terapia individuale

A chi si rivolge

La terapia individuale è una modalità di intervento di cui possono beneficiare adulti, giovani, anziani che stiano passando un periodo di disagio e sofferenza; che incontrano problemi relazionali, familiari o lavorativi; che siano affetti da sintomi psicologici (ansia, depressione, disturbi del comportamento); che stiano affrontando un periodo critico o di forte cambiamento dello stile di vita ( separazione, lutto, perdita del lavoro, pensionamento, matrimonio, nascita dei figli, menopausa) o che abbiano semplicemente bisogno di fare chiarezza in un momento di confusione o in occasione di una scelta importante.

In cosa consiste e cosa fa il terapeuta

La terapia individuale mira ad aiutare la persona ad acquisire maggior consapevolezza di sè, a trovare ed utilizzare “nuove” risorse che possano esserle utili per trovare le sue soluzioni, le sue vie d’uscita dal problema e dalla sofferenza, fino ad arrivare, quando necessario, ad un cambiamento profondo. Questo si ottiene attraverso un percorso in cui terapeuta e paziente, partendo dall’analisi della natura del disagio o del problema, cercano di comprenderne il significato e la funzione all’interno del peculiare contesto familiare, relazionale, sociale, lavorativo; si esplora il modo in cui la persona pensa, sente, agisce, interpreta e costruisce la realtà che la circonda, ricostruendo come questi modi si siano sviluppati sempre all’interno di un particolare contesto familiare e socio-culturale.

Tenendo sempre presente la descrizione che la persona fa di sé e del suo sistema, tale descrizione viene però considerata come uno dei punti di vista possibili e viene costantemente connessa al ruolo che la persona stessa è venuta ad occupare nelle relazioni familiari. Aiutare la persona a costruire una diversa e più positiva descrizione di sè e una diversa e più positiva narrazione della propria storia è un altro passo fondamentale del lavoro terapeutico, se non addirittura un obiettivo, in alcuni casi specifici.
Frequenza e durata del percorso vengono concordate con il paziente, sulla base dell’entità del disagio e delle sue esigenze.