Il concetto di zona di comfort è ormai noto, così come l’importanza di uscire da essa per potersi mettere alla prova, migliorare, per cambiare punto di vista e scoprire nuove risorse.

Ecco, se devo essere onesta, per me la vera zona di comfort è il divano: si può quindi dire che la semplice vita quotidiana è una sfida. Sospetto che sia così per molti: inizierei quindi col farci i complimenti a prescindere, perché ogni giorno non stiamo avvoltolati in una coperta, ma lavoriamo, ci confrontiamo con gli altri, soddisfiamo esigenze che non sono solo nostre. Dopodiché, visto che siamo una creatura incontentabile e che tende continuamente all’Oltre, ci capita di strafare.

E’ capitato anche a me, qualche mese fa, quando ho accettato di sperimentare un’ intervista radiofonica, andando contro la mia timidezza, l’imbarazzo di parlare ad un microfono e davanti a sconosciuti, contro l’ostilità a cercare di spiegare in 10 minuti e semplificare un argomento che richiederebbe delle ore di discussione. Come ogni essere umano che si rispetti sono convinta che il risultato avrebbe potuto essere migliore: infatti mi sono decisa solo ora a pubblicarlo. Ma mi è parso anche il caso di riconoscere comunque  lo sforzo di sperimentare qualcosa di nuovo, di sfidare dei miei limiti, per quanto piccola sia stata l’impresa e non eccezionale il risultato. E’ il significato di gesti come questo che ha un valore, invisibile magari agli altri, ma importante nel percorso di crescita personale di ciascuno: se non siamo noi i primi a riconoscergli importanza, come possiamo aspettarci che lo facciano gli altri?

Ecco quindi di seguito la breve intervista in cui parlo delle possibili criticità della menopausa e dell’importanza del sostegno psicologico in questa delicata fase di cambiamento.